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CIIP: investimenti, diversificazione delle fonti e innovazione per la sicurezza idrica del territorio

Il Corriere Adriatico dedica un approfondimento al futuro del servizio idrico nelle Marche, con un’intervista al presidente di CIIP S.p.A., Marco Perosa, nell’ambito di un’analisi sulle infrastrutture, sugli investimenti e sull’andamento delle tariffe idriche regionali.

Al centro dell’intervento, la necessità di diversificare le fonti di approvvigionamento, potenziare le infrastrutture e investire nella prevenzione, per garantire continuità e sicurezza del servizio anche di fronte agli effetti dei cambiamenti climatici.

301 milioni di investimenti per una rete più resiliente

CIIP ha programmato 301 milioni di euro di investimenti tra il 2026 e il 2031, destinati al rafforzamento del sistema idrico e alla realizzazione di infrastrutture strategiche, tra cui l’Anello Acquedottistico dei Sibillini e il nuovo sistema dell’Acquedotto del Pescara.

L’obiettivo è superare la logica degli interventi emergenziali, attraverso una programmazione capace di prevenire le criticità, ridurre le perdite e migliorare l’interconnessione tra le diverse fonti di approvvigionamento.

Un ruolo centrale è affidato all’innovazione tecnologica: digitalizzazione delle reti, smart meter, telecontrollo e monitoraggio continuo consentono di individuare tempestivamente le anomalie e programmare gli interventi con maggiore efficacia.

«La continuità del servizio si difende con la programmazione», sottolinea il presidente Perosa.

Tariffe ferme nel 2026: il confronto regionale

L’approfondimento del Corriere Adriatico evidenzia anche le differenze tariffarie tra i gestori del servizio idrico nelle Marche.

Mentre negli ambiti di Pesaro e Ancona si registrano aumenti tariffari del 7% nel 2026, CIIP ha mantenuto invariate le tariffe per tutto il triennio 2024-2026, confermando l’attenzione verso le famiglie e il territorio.

Secondo i dati riportati dal quotidiano, la spesa annua domestica di riferimento nell’ATO 5, gestito da CIIP, rimane stabile a 344,70 euro, a fronte di aumenti registrati in altri ambiti regionali.

Un risultato significativo, soprattutto in un contesto caratterizzato da crescenti necessità di investimento per l’ammodernamento delle infrastrutture idriche.

La cooperazione tra territori come risposta alle sfide climatiche

L’intervista richiama infine l’importanza della collaborazione tra territori e della condivisione delle risorse, delle infrastrutture e delle competenze.

«L’acqua non conosce confini amministrativi», ricorda Perosa, evidenziando come la sicurezza idrica dipenda sempre più dalla capacità dei sistemi di dialogare e sostenersi reciprocamente.

La diversificazione delle fonti, la digitalizzazione e la cooperazione rappresentano quindi i pilastri della strategia di CIIP per garantire un servizio efficiente, sostenibile e resiliente, capace di rispondere alle esigenze delle comunità e alle sfide future.

Fonte: Corriere Adriatico – 2 novembre 2026

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